La stereoscopia si basa sulla capacità naturale che hanno i nostri occhi di percepire due immagini differenti. Il senso di profondità e prospettiva deriva proprio dall’elaborazione che il cervello fa delle due differenti immagini che arrivano dagli occhi.

I film in 3D non fanno altro che ingannare il cervello dello spettatore imitando il funzionamento della nostra vista binocolare, riprendendo con la telecamera due immagini parallele della stessa scena ad una distanza di 6,5 centimetri l’una dall’altra (la distanza che c’è tra l’occhio destro e il sinistro varia infatti tra 5,5 e 7,5 cm).

I film in 3D in realtà non sono altro che l’ultimo sviluppo di una tecnologia vecchia più di un secolo (l’invenzione della stereoscopia risale al 1832! ).

Attualmente per poter vedere un film in 3D è necessario disporre di un mezzo che consenta al nostro cervello di elaborare le immagini in 3D: i famosi occhiali 3D. Esistono a dire il vero alcuni modelli di televisori che permettono di vedere immagini tridimensionali senza l’ausilio di occhiali, ma per ora si tratta di una tecnologia ancora giovane e limitata sia dai costi sia dalla necessità che l’osservatore si trovi esattamente nel punto previsto e osservi da una specifica angolazione

Tecnologia degli occhiali 3D

Esistono 3 diverse tecnolgie per quanto riguarda gli occhiali 3D, anche se una di queste sta oramai rapidamente sparendo:

Occhiali anaglifici

occhiali anaglificiSi tratta della tecnologia più vecchia ed economica, che sfrutta i classici occhialini con una lente Rossa (la sinistra) e una color Ciano (la destra).

L’immagine è formata da due immagini parallele, sovrapposte, che vengono filtrate attraverso le lenti colorate in modo che ogni occhio veda solo una delle due. Le due immagini vengono poi combinate dal cervello creando il senso di profondità.

Inizialmente questa tecnica utilizzava lenti rosse e verdi, ma si è passati in seguito al ciano in quanto permette di riprodurre una gamma di colori molto più vasta.

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi: si tratta della tecnologia più economica, sia per la realizzazione dell’immagine che degli occhialini (che possono anche essere realizzati artigianalmente)

Svantaggi: la resa cromatica è molto limitata al confronto con le altre tecnologie, sopratutto nel caso di colori molto saturi; questa tecnologia infatti funziona al meglio con immagini in bianco e nero

Occhiali a luce polarizzata

Occhiali 3D passiviQuesta tecnologia sfrutta la polarizzazione della luce per separare l’immagine da mandare all’occhio destra da quella per l’occhio sinistro: tramite degli occhiali (detti anche detti occhiali 3D passivi) con le lenti polarizzate in modo ortogonale (ovvero uno verticale o uno orizzontale) l’immagine viene filtrata e inviata in modo indipendente ai due occhi

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi: La gamma dei colori è completa, il costo – pur essendo maggiore degli occhiali anaglifici – rimane molto basso e non è richiesta ne alimentazone ne un trasmettitore per sincronizzare le immagini.

Svantaggi: il difetto maggiore è che le due immagini vengono proiettate contemporaneamente sullo schermo e devono quindi dividersi la risoluzione, in altre parole l’immagine finale avrà una risoluzione pari alla metà di quella proiettata; alcuni soggetti provano mal di testa di varia intensità dopo una visione prolungata ed infine è necessario mantenere la testa dritta altrimenti la polarizzazione delle lenti non coincide più con quella dell’immagine.

RealID

Versione più recente di questa tecnologia – oramai affermata come standard a livello mondiale – che sfrutta la polarizzazione in senso orario e antiorario.

Rispetto alla classica tecnologia a luce polarizzata non esiste più il dimezzamento della definizione in quanto le immagini vengono proiettate alternando un fotogramma di una e uno dell’altra, infine il filtraggio delle lenti è più efficace e non vi è rischio che parti di immagine destinata ad un occhio vengano percepiti dall’altro. Gli svantaggi invece sono la necessità di uno schermo di proiezione argentato e l’elevato frame rate (il cosiddetto triplo flash: ogni fotogramma viene proiettato tre volte per occhio alternando destro e sinistro, per un totale di 6 volte), che se da un lato riduce il flickering (farfallio), dall’altro affatica la vista.

Occhiali a lenti attive

Occhiali 3D attiviIn inglese sono chiamati “shutter glasses“, perché sono basati sullo stesso principio dell’otturatore (shutter) delle macchine fotografiche.

Le lenti di questi occhiali sono composte di cristalli liquidi che si offuscano alternativamente ad una velocità molto elevata (fino a 300 volte al secondo); l’immagine proiettata sullo schermo è sincronizzata con la frequenza di apertura e chiusura delle lenti in modo da mandare ad ogni occhio un differente segnale.

Vantaggi e svantaggi

Vantaggi: Nessun tipo di perdita di definizione nell’immagine.

Svantaggi: Costo maggiore, necessità di batterie negli occhiali (con maggiore peso e necessità di ricarica periodica), necessità di sincronia tra proiettore e occhiale. In alcuni soggetti forte mal di testa anche dopo una breve visione

Tirando le somme

Per concludere, bisogna ammettere che tra 3D attivo e passivo non esiste una tecnologia migliore in senso assoluto, entrambe hanno pregi e difetti e alcuni sono molto soggettivi; conosco diverse persone che non riescono a guardare un 3D attivo senza provare mal di testa dopo poco, mentre io non ho mai avuto questo tipo di problemi. In definitiva l’unica possibilità è provare e vedere con quale sistema vi trovate meglio. Non fidatevi dei commenti delle varie case produttrici perché ognuna ha fatto la sua scommessa su una tecnologia piuttosto che sull’altra e ora deve difendere i propri investimenti.

Ultima nota, esiste un ristretto numero di persone che – per i più svariati motivi – possiedono una visione monocolare invece che binocolare. Non mi dilungherò sulla spiegazione medica delle cause (strabismo, ulcera corneale, ecc) che esula dallo scopo di questo post, vi dico solo che se appartenete al 3% circa della popolazione affetta da vista monocolare il 3D non riuscirete proprio a vederlo, a prescindere dalla tecnologia usata (tranne nel caso degli schermi 3D senza occhialini).