Recensione Casio XJ-A146Uno dei più recenti proiettori della serie Slim di Casio, l’XJ-A146 è un proiettore DLP estermamente sottile (è alto poco più di 4 cm) con sorgente luminosa ibrida Laser/LED – con una luminosità dichiarata di 2500 – lumens e una risoluzione nativa di 1024×768. E’ chiaramente pensato per chi si muove molto per lavoro e deve fare presentazioni in ambienti anche molto differenti tra loro, in particolare lo zoom 2:1 e l’ottima connettività wireless lo rendono indicato per chi deve utilizzarlo in ambienti dove il posizionamento del proiettore e i cavi possono essere un problema.

Rispetto ai suoi predecessori i colori sono meglio bilanciati ma la rumorosità della ventola è rimasta praticamente la stessa.

Prime impressioni

A differenza dei proiettori con lampada a mercurio, l’accensione è molto veloce e non c’è l’aumento graduale di luminosità (anche se nei primi 10-15 minuti di uso la luminosità è ridotta del 10% circa). I colori sono ben bilanciati e non virano verso il rosso e il verde ai lati dell’immagine come nei modelli precedenti. L’altoparlante interno -pur essendo da 1W solamente – è ottimo e sufficiente per piccoli gruppi di persone, ma solo se il proiettore opera in modalità Eco, altrimenti il rumore della ventola fa si che solo le persone più vicine possano sentire chiaramente.

La luminosità raggiunge nei test i 2120 lumens, abbastanza vicina al dichiarato, la definizione dell’immagine è buona sia per i dati che per i video, anche se i colori mancano di saturazione in entrambi i casi.

Pregi

Zoom e Focus motorizzati

Come per tutti i modelli della serie Slim, lo zoom e la messa a fuoco sono motorizzati e comandabili dal telecomando. I controlli sono sensibili e la messa a fuoco risulta facile e precisa

Facilità di posizionamento

Uno dei punti di forza di questo proiettore: lo zoom 2:1 permette una flessibilità di posizionamento che manca nella maggior parte dei prodotti di pari fascia. Un’immagine con una diagonale di 100” può essere facilmente ottenuta con un distanza compresa tra  2,80 e 5,60 metri. Da notare che alla massima estensione dello zoom la luminosità massima si riducedel 30% circa, rendendo difficile sfruttare a pieno lo zoom in molte situazioni.

Connettività

Altro punto di forza del XJ-A146; oltre alle connessioni più usuali (porta VGA, HDMI, porta USB e ingresso video composito) questo proiettore monta di fabbrica un modulo wireless per collegare smartphone, tablet e computer.

 

Difetti

Calibrazione

Molto carente da questo punto di vista, l’XJ-A146 ha cinque modalità preimpostate ma offre poca possibilità di personalizazione: il settaggio dei colori è molto limitato e tinta, saturazione e contrasto sono modificabili solamente se si usa l’ingresso video composito.

Regolazione della luminosità

Come i modelli precedenti, la modalità Eco riduce di molto la luminosità (circa un terzo in Eco manuale e un altro terzo in Eco automatico). In ambuenti scuri questo non è un problema, ma in presenza di luce ambientale la modalità Eco è spesso inutilizzabile

Rainbow effect

Pur non avendo la ruota dei colori caratteristica dei proiettori DLP, l’XJ-A146 proietta comunque una sequenza di colori RGB sul chip, creando così un (lieve) effetto arcobaleno

Rumorosità

In modalità Eco la ventola è molto silenziosa, ma alla massima luminosità il rumore è abbastanza alto da disturbare l’audio se la sala non è di dimensioni ridotte

Impossibilità di sostituire la lampada

La durata di vita della lampada è abbastana alta da rendere superflua la sostituzione, ma se per un qualsiasi motivo si dovesse rompere è praticamente impossibile sostituirla da soli e bisogna mandare il proiettore in assistenza

Conclusioni

Pur tracciando un netto miglioramento rispetto ai modelli precedenti – come il miglior bilanciamento dei colori, la connettività wireless e la facilità di posizionamento – l’XJ-A146 non ha ancora risolto tutti i difetti della seria Slim. In particolare la limitatezza delle possibilità di calibrazione sono un difetto un po’pesante per un proiettore che costa più di mille euro.